L'ORA SANTA

11° GIORNO

 

Pater noster. 

Invocazione. - Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi! 

Intenzione. - Riparare le irriverenze che si fanno nelle Chiese. 

L'ORA SANTA 
La sofferenza che Gesù provò nell'Orto del Getsemani, nessuno può comprenderla appieno. Fu così grande da produrre nel Cuore del Figlio di Dio una tristezza senza paragone, tanto che esclamò: L'anima mia è triste sino alla morte! (S. Matteo, XXVI­38). 

In quell'ora di dolore vide tutti i tormenti della Passione ed il cumulo d'iniquità degli uomini, per cui si offriva a riparare. 

« Lo spirito è pronto, disse, ma la carne è debole! » (S. Matteo, XXVI-41). 

Fu tale lo spasimo del Cuore, che il Corpo del Redentore sudò Sangue. 

Gesù, come Uomo, sentì il bisogno del conforto e lo cercò presso gli Apostoli più intimi, Píetro, Giacomo e Giovanni; a tal fine li aveva condotti seco nel Getsemani. Ma gli Apostoli, stanchi, si addormentarono. 

Afflitto di tanto abbandono, li svegliò lamentandosi: « E così, non avete potuto vegliare con me neppure un'ora? Vigilate e pregate... » (S. Matteo, XXVI-40). 

Il Getsemani di venti secoli fa si ripete anche oggi misteriosamente. Il Cuore Eucaristico di Gesù, Prigioniero d'amore nei Tabernacoli, in modo a noi inspiegabile risente gli effetti delle colpe dell'umanità. Alle anime privilegiate, ed in particolare a Santa Margherita, chiese tante volte di tenergli compagnia davanti al Tabernacolo, per un'ora, durante la notte, per consolarlo. 

Conosciuto il desiderio esplicito di Gesù, le anime amanti del Sacro Cuore si affezionarono alla pratica dell'Ora Santa. 

In questo mese del Sacro Cuore approfondiamo l'alto significato dell'Ora Santa, per apprezzarla e per farla con frequenza e devozione. 

L'Ora Santa è un'ora di compagnia che si fa a Gesù in memoria dell'agonia del Getsemani, per consolarlo delle offese che riceve e per ripararlo dell'abbandono, in cui è lasciato nei Tabernacoli dagli increduli, dagli infedeli e dai cattivi Cristiani. 

Quest'ora può farsi solennemente in Chiesa, quando è esposto il Santissimo, e può farsi anche privatamente, o in Chiesa o in casa. 

Anime pie che facciano l'Ora Santa privata in Chiesa, ce ne sono poche; si adduce il motivo degli affari domestici. Chi realmente fosse impedito di stare in Chiesa, potrebbe anche in famiglia fare compagnia a Gesù. Come comportarsi in pratica? 

Ritirarsi nella propria cameretta; rivolgersi verso la Chiesa più vicina, quasi per mettersi in rapporto diretto con Gesù nel Tabernacolo; recitare lentamente e con devozione le preghiere dell'Ora Santa, contenute in appositi libretti, oppure pensare a Gesù ed a quanto soffrì nella sua Passione, o recitare qualunque preghiera. S'inviti il proprio Angelo Custode ad unirsi alle adorazioni. 

L'anima assorta in preghiera non può sfuggire allo sguardo amoroso del Cuore di Gesù. Subito si forma tra Gesù e l'anima una corrente spirituale, apportatrice di pura gioia e di profonda pace. 

Diceva Gesù alla sua Serva Suor Menendez: Raccomando a te ed alle anime mie care l'esercizio dell'Ora Santa, poiché questo è uno dei mezzi di offrire a Dio Padre, per la mediazione di Gesù Cristo, una riparazione infinita. - 

Il desiderio ardente del Sacro Cuore, dunque, è questo: che i suoi devoti lo amino e lo riparino con l'Ora Santa. Quanto gradirebbe Gesù una organizzazione di turni in proposito! 

Una schiera di devoti del Divin Cuore, con a capo una persona fervente, potrebbe mettersi d'accordo a darsi turno, specialmente al giovedì, al venerdì e al giorno festivo, affinché nelle diverse ore ci sia chi ripari il Cuore di Gesù. 

Le ore più comode sono quelle della sera ed anche le più propizie, perché le offese più gravi Gesù le suole ricevere nelle ore delle tenebre, specialmente nella serata dei giorni festivi, tempo in cui i mondani si danno alla pazza gioia.